Io come voi da Ballate non pagate: l’identificazione con l’altro

Io come voi da Ballate non pagate: l’identificazione con l’altro

Io come voi sono stata sorpresa
mentre rubavo la vita,
buttata fuori dal mio desiderio d’amore.
Io come voi non sono stata ascoltata
e ho visto le sbarre del silenzio
crescermi intorno e strapparmi i capelli.
Io come voi ho pianto,
ho riso e ho sperato.
Io come voi mi sono sentita togliere
i vestiti di dosso
e quando mi hanno dato in mano
la mia vergogna
ho mangiato vergogna ogni giorno.
Io come voi ho soccorso il nemico
ho avuto fede nei miei poveri panni
e ho domandato cosa sia il Signore,
poi dall’idea della sua esistenza
ho tratto forza per sentire il martirio
volarmi intorno come colomba viva.
Io come voi ho consumato l’amore da sola
lontana persino dal Cristo risorto.
Ma io come voi sono tornata alla scienza
del dolore dell’uomo, che è la scienza mia.

Ballate non pagate

Ballate non pagate è una raccolta di poesie della poetessa Alda Merini pubblicata dalla casa editrice Einaudi nel 1995 e vincitrice del Premio Viareggio per la poesia nel 1996.

Le liriche della Merini riflettono la ricchezza, la ridondanza di immagini vissute e ricordate: “Liberatemi il cuore/ da questa assurda stagione d’amore/ piena di segreti ricordi” (Ballate non pagate, Einaudi 1995).

La raccolta delle ballate comprende liriche dal 1989 al 1994, cioè dopo il Tutto, dopo il manicomio, dopo la guarigione e le ricadute, dopo la rabbia contro Dio, dopo quello che la Merini definì come un inferno terreno: “mi piace anche l’inferno della vita e la vita spesso è un inferno” (intervista alla poetessa).

Le ballate però dimenticano questo rapporto-scontro fra la poetessa e il mondo, raccogliendo piuttosto storie reali, tangibili, ritratti di personaggi (G. Manganelli, M. Perri, “Titano”), presenze “cercate nel quotidiano da una donna forse stanca di Dio … un Dio a lungo chiamato e oggi un poco accantonato per aprire più decisamente le braccia al pagano, da sempre rimasto sull’uscio.” (Laura Alunno, prefazione al testo).

Le Ballate sono insomma la certificazione dei legami vissuti, come in “Sei la finestra a volte/ verso cui indirizzo parole/ di notte, quando mi splende il cuore/ e il pudore è vano”.


Ballate non pagate sta appunto per quei passi, quei tratti di vita “non pagati”, quell’amore donato gratuitamente e ricambiato quasi sempre con poco più di niente.

Nella poesia “Io come voi” Alda Merini che non ha mai smesso di cercare “l’altro”, cerca in queste parole un’identificazione con l’altro.

Sebbene il suo dolore sia stato intenso e non paragonabile, così come non lo è il dolore di nessuno (che non ha la stessa misura per tutti), lei non si sente diversa, sente di aver vissuto la sua storia, la sua vita, sente di far parte di quel tutto che è il dolore dell’uomo.


Qui potete trovare la raccolta.

Claudia De Marino

   

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