L’Espressionismo di Munch: personaggi involucri di passioni

Uno dei primi e più significativi esponenti della pittura espressionista europea è senza dubbio Edvard Munch; il cui influsso fu determinante anche per le successive esperienze tedesche e austriache.

In lui, infatti, si ritrovano tutti i temi sociali e psicologici del tempo: dall’incertezza del futuro alla disumanizzazione della società borghese, dalla solitudine umana al tragico incombere della morte, dall’angoscia esistenziale alla crisi dei valori etici e religiosi.

Le radici dell’arte di Munch sono forse più letterarie che figurative: egli fu infatti profondamente suggestionato dall’Esistenzialismo di Kierkegaard.

Inoltre non poco influirono sulla sua arte tristi vicende personali.

Gli intenti rappresentativi di Munch sono nuovi e diversi.
Egli vuole rappresentare sentimenti, non materiali, e anche i personaggi altro non sono che involucro di passioni o di angosce.

Ciò risulta evidente in “Sera nel corso Karl Johann”, dipinto eseguito nel 1892 e poi esposto, nello stesso anno alla fallimentare mostra di Berlino.

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Sera nel corso Karl Johann


La scena rappresentata dovrebbe essere quella del tranquillo passeggio serale nella principale arteria dell’antica Christiània, centro animato e pulsante della vita economica della città.

Munch interpreta il rito del passeggio, tipico di un certo ambiente borghese, come un’orrida processione di spettri dagli occhi sbarrati.

Dell’umanità dei personaggi non sono rimasti che gli attributi esteriori: i seri cilindri degli uomini e gli sfiziosi cappellini delle signore.

I volti, invece, sono maschere scheletriche, oscure incarnazioni di forze misteriose e spaventose.

Il senso
che se ne ricava è quello di un feroce attacco alla borghesia e alle sue vuote ritualità, nelle quali è coinvolto addirittura il Parlamento (l’edificio a destra, sullo sfondo); le cui finestre innaturalmente gialle sembrano occhi sinistri che controllano che tutto vada secondo gli schemi previsti.

Unico elemento di opposizione, anche politica, è la figura che s’incammina sulla destra, ombra incerta e solitaria.

Nel semplice ed efficacissimo simbolismo munchiano essa rappresenta l’artista stesso, colui che, incurante del consenso della massa, rema comunque contro corrente.

Di lui non vediamo il volto ma possiamo esser certi che avrà il volto di un uomo e non di uno scheletro.

Sebbene più celebre per il dipinto “L’urlo”, trovo il dipinto esaminato più lungimirante e attuale.

Difatti, sebbene in età giovanile, lo stesso Munch non fu accolto dalla critica con fervore, successivamente irruppe nel panorama pittorico europeo anticipando di circa un decennio l’esplosione dell’Espressionismo.

Le laceranti contraddizioni politiche e intellettuali della bella époque non avrebbero potuto trovare un cantore più lucido e disincantato.

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