Un uomo di Oriana Fallaci: l’intensità della vita e dell’amore

<<Un libro sulla tragedia del poeta che non vuole essere e non è un uomo-massa, strumento di coloro che comandano, di coloro che promettono, di coloro che spaventano; siano essi a destra o a sinistra o al centro o all’estrema destra o all’estrema sinistra o all’estremo centro.
Un libro sull’eroe che si batte da solo per la libertà e per la verità>>.


Si apre così il romanzo Un uomo, scritto da Oriana Fallaci e pubblicato nel 1979.
Romanzo dedicato ad Alekos Panagulis di cui è stata compagna dal 1973 al 1976; “l’unica compagna possibile” come la definirà lui poco prima di morire.

Panagulis, eroe solitario, morirà in nome della libertà.
Il romanzo inizia dalla fine, dal racconto del suo funerale e così terminerà.

Oltre a narrare i fatti in successione logica, la Fallaci ci dà una profonda analisi emotiva di Panagulis, analisi in cui le emozioni della scrittrice si fondono, divenendo con il suo compagno tutt’uno.

E’ analisi e poesia, è narrazione e biografia, è storia: la storia di una vita, la storia di un amore.

Amore fatto di due solitudini che s’incrociano, due resistenze che s’incontrano ed è in nome di questa resistenza che Alekos sarà arrestato, processato, torturato.

La Fallaci ci descrive con minuzia di particolari le crudeltà messe in atto durante l’interrogatorio, umilianti ma di fronte alle quali Alekos continua a combattere.

Sarà proprio durante il periodo della prigionia che conoscerà l’Oriana giornalista; successivamente conoscerà Oriana, la donna: incontro folgorante che è l’inizio della libertà e il principio della tragedia.

La tragedia di una coppia che si ama e si contrasta: da una parte l’uomo, il poeta, (l’eroe che di ritorno dall’esilio rifiuterà il compromesso e per questo sarà condannato a morte); dall’altra una donna che lo ama ma non lo comprende a fondo, vuole proteggerlo.

Un uomo cerca infatti di razionalizzare le scelte di Panagulis mostrandoci tutti gli aspetti del suo carattere.

Una donna, Oriana, che ha amato e ha perso ma  “se un uomo non ha ancora scoperto qualcosa per cui morire non ha ancora iniziato a vivere” diceva Martin Luther King e Oriana e Alekos hanno vissuto intensamente, insieme per poco, quel poco che basta a dar senso ad una vita.

un uomo oriana fallaci


<<Storie come questa – infatti – rendono la vita degna di essere vissuta – scrive nella prefazione Domenico Procacci – e ognuno di noi ha forse il dovere, ma con se stesso, di vivere almeno un giorno con quell’intensità, quella forza, quell’emozione>>.

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